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Categoria Settembre, 2008

Billy Idol – Rebel Yell

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Non sono solito recensire video di questo genere, ma per Billy Idol con Rebel Yell posso fare un’eccezione. La canzone, contenuta nell’album che porta lo stesso nome, è del 1984, ma raggiunse il successo solo nel 1985, quando con una re-release raggiunse la posizione numero 6 nel Regno Unito, mentre con la release originale dell’84 non riuscì nemmeno ad entrare nella Top 40 (non avrà però uguale fortuna negli Stati Uniti, nemmeno con la seconda release).

Il titolo significa letteralmente “Grido Ribelle”, e l’idea per tale titolo venne a Billy quando vide tre dei componenti dei Rolling Stones che si scolavano una bottiglia di whiskey marca Rebel Yell. Questo nome lo colpì particolarmente e decise allora di costruirci intorno il testo della sua canzone.

Nel video vediamo semplicemente Billy Idol che canta questo pezzo di fronte ad una folla urlante (se guardate bene alcune facce sono davvero inquietanti: saranno gli anni 80 che non perdonano?) insieme alla sua band, in particolare il chitarrista che porta l’originalissimo nome di Steve Stevens, co-autore del brano insieme a Billy.

A mio parere l’intro del brano è molto bella, e al contrario di quanto si possa pensare ascoltandola è suonata solamente con la chitarra, senza l’ausilio della tastiera: complimenti a Stevens.

In ultimo vorrei segnalarvi, tra la marea di cover di cui questo pezzo è stato oggetto, quella dei Drowning Pool (su Youtube si trova subito il video), a mio parere molto ben fatta e particolamente energica.

In Extremo – Herr Mannelig

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Dopo gli Haggard, ecco la recensione di un altro gruppo che è riuscito nel non facile compito di unire due generi apparentemente agli antipodi: la musica folk e il metal. La fusione dei due generi in particolare per questo gruppo è stata anche una fusione fisica: inizialmente gli In Extremo erano due band separate, una che suonava musica rock ed un’altra che si dedicava alla musica folk, in particolare quella medievale. Le due band sono state poi riunite a formare gli In Extremo.

Le particolarità della band sono gli strumenti utilizzati (affiancano infatti ai classici strumenti rock altri strumenti meno consueti, in particolare strumenti medievali come quelli che vediamo suonati in questa vesione live di Herr Mannelig) e i testi delle loro canzoni: essi riprendono testi di Villon (cosa che già fece Fabrizio de André), manoscritti del medioevo, ma anche i celeberrimi Carmina Burana o Goethe. Importante è anche la mitologia e la tradizione dell’Europa del nord, dalla quale appunto il tema di questa canzone proviene.

Il pezzo è la riedizione di una tradizionale ballata in svedese, la quale racconta di una troll (trollessa?) di montagna che chiede ad un ricco signore (Herr Mannelig significa appunto Signor Mannelig) di sposarla in cambio di ricchissimi doni, sperando di riuscire con questo matrimonio a placare il fortissimo desiderio di diventare umana. Come è prevedibile, il giusto e buono Mannelig rifiuta, ben sapendo che dietro alla promessa di quei doni si nasconde un essere infido e malvagio.

La passione della band per il medioevo è testimoniata sicuramente dall’abbigliamento ma anche dall’allestimento del palco, con tanto di impiccagioni e scenari alquanto inquietanti. Personalmente, trovo molto bello che si riescano a vedere persone saltare e divertirsi ancora oggi sulla musica di una ballata composta più di cinque secoli fa. Infine, per tutti coloro che da piccoli non hanno avuto la possibilità di studiare lo svedese, posto la traduzione italiana del testo della canzone.

All’alba, prima che il sole sorgesse
e gli uccelli cantassero la loro dolce canzone
La troll della montagna con lingua falsa
ed ingannevole propose al signore:

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
Per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Ti darò dodici belle giumente
Che pascolano in un boschetto ombroso
Mai una sella è stata messa sulla loro schiena
Nè un morso nella loro bocca

Ti darò i dodici mulini
che stanno tra Tillo e Terno
le macine sono fatte del più rosso rame
e le ruote sono cariche d’argento

Ti darò una spada lucente
che risuona per i suoi 15 anelli d’oro
con essa combatterai in guerra
e sul campo di battaglia vincerai

Ti darò una camicia nuova
la più luminosa che ci sia
non cucita con ago e filo
ma all’uncinetto con la seta più splendente

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Se tu fossi una donna cristiana
riceverei volentieri regali così,
ma io so che sei il peggiore troll della montagna
figlio degli spiriti maligni e del demonio.

La troll della montagna corse fuori dalla porta
Gemendo e urlando a squarciagola
Se avessi avuto questo bel cavaliere
ora sarei libera dai miei tormenti

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Tommy Vee – La Serenissima (“Stay” Vocal Mix)

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Spulciando tra i vecchi successi di musica house mi sono imbattuto in questa canzone. Avendola riascoltata devo dire che mi ha riportato indietro di qualche anno, quando era pressochè un tormentone. Devo dire che la ho ritrovata piuttosto piacevole e son contento di postarvi il video con una breve recensione.

La versione originale della base è firmata dal maestro Giampiero Riverberi ed eseguita per la prima volta nel lontano 1981 dall’orchestra Rondò Veneziano.

Inizialmente Tommy Vee assieme ai team Moltosugo e T&F eseguono un riadattamento (davvero molto riusciuto) della canzone. Successivamente viene chiamato Ce Ce Rogers, storica voce dei Jestofunk, e viene creata una versione più commerciale che verrà chiamata “Stay”.

La canzone è un successo, viene trasmessa di continuo nelle radio e nelle discoteche, entrando direttamente in ottava posizione dei singoli più venduti nel periodo estivo. Sarà il 36esimo singolo più venduto del 2004.

Cercando su Youtube ho trovato pochi video a riguardo. Quello che ho postato è un esibizione live ad un programma musicale televisivo. Sicuramente ciò che più impressiona è la carica esplosiva presente in Ce Ce Rogers, davvero in forma. Ottima la sua prova canora, dimostra di essere un grande cantante.

Tommy Vee, forte del successo ottenuto grazie alla partecipazione al Grande Fratello 4, ha saputo gestire in maniera ineccepibile la propria immagine di Dj/Produttore.Ultimamente se ne sente parlare poco, ma per un frequentatore assiduo di discoteche (specie nella riviera romagnola), è un nome che non passa di certo inosservato. Io personalmente preferisco altri Dj, ma non lo disdegno di certo.

Metallica – The Day That Never Comes (2008)

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The day that never comes è il primo singolo estratto dal nuovo ed attesissimo album dei Metallica, Death Magnetic (2008), quello che secondo le aspettative avrebbe dovuto segnare il ritorno dei quattro thrashers agli alti livelli del metal, dopo il passo falso a dir poco mastodontico di St. Anger (il prececente album del 2003), qualcosa che si stenta a credere sia stato composto e registrato da tre dei quattro musicisti che crearono album capolavoro del calibro di Ride the Lightning, Master of Puppets e …And justice for all.

Sicuramente questo nuovo album cerca di inserirsi all’interno dello stile adottato dai Metallica sul finire degli anni 80/inizio anni 90, ed è infatti stato definito come l’album di continuità tra …And justice for all e Metallica (chiamato dai più Black Album), prova forse ne sia il fatto che il video in questione ha per tema la guerra, ponendosi come successore ideale della stupenda One, che appunto di guerra trattava.

il pezzo The day that never comes, sicuramente tra i più orecchiabili per il grande pubblico tra le dieci tracce del nuovo album, ricorda decisamente i bei tempi andati (senza raggiungerne le vette, non ci sarebbe nemmeno da precisarlo): la struttura del brano è simile a Fade to Black e gli assoli rieccheggiano quelli storici del primi album.

Tuttavia non credo sia corretto valutare questo pezzo (così come tutto l’album) con un occhio così critico, confrontandolo esclusivamente con i grandi capolavori degli anni 80, che rimangono inarrivabili, per i Metallica del 2008 così come per la maggior parte delle band in circolazione. Ho letto molte recensioni, la maggior parte si esauriscono in un confronto tra questo pezzo/questo album e la precedente produzione, ricavandone ovviamente un giudizio negativo o al massimo di sufficienza scarsa.

Io credo che questo, per un gruppo di cui conosciamo i trascorsi fallimentari degli ultimi anni, sia un disco davvero niente male. Si attendono commenti!

Haggard – Eppur Si Muove (Live Wacken 2007)

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Gli Haggard sono una band tedesca di Simphonic/Medieval/Folk Metal, nata nel 1991 e tutt’ora in attività. Da poco è uscito il loro nuovo album “Tales of Ithiria”. La canzone che vorrei recensirvi oggi si chiama “Eppur si Muove” e prende il nome dall’omonimo concept album che uscii nel 2004.

La canzone, come un po tutto l’album, è incentrata sul personaggio di Galileo Galilei. Il titolo infatti è prestato dalla sua famosa dichiarazione al tribunale dell’inquisizione, quando disse “E pur si Muove”, riferendosi alla terra.

La particolarità della canzone è quella di essere cantata in 3 lingue. Tedesco, Inglese e Italiano. Oltre a ciò aggiungeteci pure il cantato in Growl del cantante/leader Asis Nasseri alternato dalla voce celestiale della soprano. Questa canzone per un appassionato di musica classica e musica metal è davvero il massimo.

L’esibizione in questo live è davvero perfetta. Il growl di Asis è davvero impeccabile, uno dei migliori in circolazione. Tantissimi complimenti anche all’orchestra reclutata per l’occasione.

Curiosità: Asis durante la canzone dice: “Campioni del mondo”, riferendosi sicuramente alla vittoria della coppa del mondo da parte della nostra nazionale. Asis infatti avrebbe origini italiane.

E nella mia ora piu buia
Loro splenderanno
Splenderanno per me
All’infinito