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Categoria Ottobre, 2008

Ramones – Blitzkrieg Bop (Hey Oh Let’s Go)

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“Blitzkrieg Bop”, nota ai più come “Hey Oh Let’s Go”, è una delle canzoni più famose dei Ramones. Usci nel 1975 in America, per poi approdare nel Regno Unito l’anno successivo. Questa canzone è il primo singolo ufficiale dei Ramones ed è contenuta nel primo album del gruppo (“The Ramones”).

La celebre canzone si apre infatti sul celebre motivetto “Hey Oh Let’s Go” diventato ormai un rito nelle partite di baseball americano. E’ il classico motivetto che hanno ascoltato e magari canticchiato tutti almeno una volta.

Nel 2005 la famosa rivista musicale “Rolling Stone”, pubblicò un elenco delle migliori canzoni della storia della musica. Questo elenco comprende ben 500 canzoni in totale e la qui presente “Blitzkrieg Bop” si ritrova in una posizione di tutto rispetto al numero 91.

La canzone parla essenzialmente della guerra lampo condotta dalla Germania nella seconda guerra mondiale. E’ da ciò infatti che prende il titolo. In tedesco infatti la chiamavano “Blitzkrieg”. La canzone venne scritta da Tommy Ramone (il batterista), mentre il titolo venne scelto dal bassista Dee Dee Ramone.

Inutile dirvi quante cover e utilizzi vari sono stati fatti dalla canzone. Giusto per citarne alcuni “Blitzkrieg Bop” venne usata nei giochi Tony Hawk’s Pro Skater e Rock Band. Compare come colonna sonora nei film: Detroit Rock City, Final Destination 3, Jimmy Neutron ecc. E’ presente in varie serie televisive e in un episodio dei Simpson.

Tra le varie cover bisogna citare quella di Rob Zombie, i Green Day, Jim Lindberg dei Pennywise e naturalmente la versione cantata dal bassista Dee Dee Ramones.

Il video girato per l’occasione è una sorta di live, dove ad inizio canzone una gremita folla di fans intona a gran voce “Hey Oh Let’s Go”. Nella folla si notano fans alquanto atipici come un indiano e un pupazzo.

Bob Marley – Could You Be Loved

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“Could You Be Loved” è una delle canzoni più famose e a mio parere belle di Bob Marley. Essa fa parte dell’album “Uprising” e venne pubblicata nel 1980. La canzone venne prodotta assieme ai “The Wailers” ed è contenuta anche nel loro album “Legend”.

Il testo della canzone venne scritto nel 1979 su di un aeroplano, dove i The Wailers improvvisarono la base con una semplice chitarra. La canzone ottenne rispettivamente il 6° e il 56° posto nel “Club Play Single” e nel “Black Single Charts”. Successivamente la stessa canzone fu riadattata dai figli di Bob (Damien e Stephen) e venne rilasciata come colonna sonora del film “Blue Crush”. “Could Tou Be Loved” compare anche come colonna sonora dei film “50 first Date” e “Catch a Fire”.

“Could You Be Loved” in italiano significa “Potresti Essere Amato” e possiamo dire che tutto il testo è incentrato sul non farsi condizionare da nessuno, che l’importante è l’amore. L’amore come dice la canzone non ci lascerai mai, dunque bisogna fregarsene di chi ci giudica. “L’uomo non sarà mai soddisfatto” è una delle frasi più significative della canzone.

Il video è girato prendendo spezzoni da concerti live e prove in studio a Kingston (in Giamaica). Devo ammettere che è sempre un piacere risentire questa canzone. Rimane sempre attuale nonostante siano passati quasi 30 anni dalla sua nascita.

Afterhours – Ossigeno

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Da “Ossigeno” son passati più di dieci anni e gli Afterhours, dal bellissimo album “Germi”, sono per cosi dire maturati, non abbandonando però la loro voglia di sperimentare. Ne è la prova il loro ultimo cd “I Milanesi Ammazzano il Sabato Sera”, un disco incompleto dal mio punto di vista ma che allo stesso tempo mi tiene fiducioso per i prossimi lavori di Manuel e company.

“Ossigeno” dovrebbe essere la seconda canzone in ordine cronologico accompagnata da video. Purtroppo quest’ultimo non è in qualità molto buona ma vabbè, meglio di niente. Nel videoclip vediamo appunto gli Afterhours vestite come delle bambine che suonano, saltano e si “spogliano”.

Sicuramente una delle canzoni più belle degli Afterhours. Il testo come al solito è molto criptico, in perfetto stile Manuel Agnelli. Il ritornello “Il tuo odore è ossigeno” dovrebbe (il condizionale è d’obbligo con gli After) stare a significare la necessità vitale di sentire, o meglio aspirare, quell’odore, proprio come l’ossigeno.

Un’altra frase che mi piace molto è: “Cosi dolce e fortemente, chiavo la mia mente, ma è una cosa cosi sporca, che la farei per niente”. Il senso è molto chiaro qua, a volte infatti fare un’analisi di coscienza può risultare difficoltoso.

Questa canzone incarna perfettamente il rock alternativo proposto dagli Afterhours nella prima metà degli anni 90.

The Age of Love – The Age of Love

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The Age of Love è considerata una pietra miliare della musica trance. E’ una delle canzoni trance più ballate di sempre nonostante la prima versione della canzone risalga a ben 18 anni fa.

La canzone venne prodotta da due italiani: Bruno Sanchioni e Giuseppe Cherchia su etichetta “The Belgian Label Diki Records”. Successivamente, nel 1992, viene prodotto un remix dall’etichetta discografica “React Label”. Il remix viene affidato a Jam & Spoon. Il Risultato è un grandissimo successo e la canzone diventa un vero e proprio tormentone.

A distanza di 18 anni dalla sua prima comparsa, la canzone presenta ben 67 differenti remix ed appare addirittura 346 volte in compilation dance/techno/trance. I remix più famosi appartengono a gente del calibro di Sven Vath, Paul Van Dyk.

Il video, considerandone anche l’anzianità e il genere (i videoclip di musica dance lasciano sempre a desiderare), direi che tutto sommato è buono. Diciamo che si addice molto al genere suonato, sia per lo scenario scelto che per gli “attori”.

La canzone è davvero bella da ascoltare, da ballare un po meno. In questo caso vi consiglio il remix di Sven Vath, il quale risulta più “pompato” e quindi più adatto da ballare. Negli eventi speciali come il Memorabilia del Cocoricò di Riccione ballare una canzone come questa fa veramente volare.

Ayreon – Day Eleven: Love

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Oggi vi presento un video di cui mi sono innamorato, un video molto particolare. Il video in questione è degli Ayreon, che non sono un gruppo come tanti altri. Non lo sono intanto perché sono superbamente bravi, ma soprattutto perché non so nemmeno se devo usare il singolare o il plurale per parlarne. Il gruppo è infatti il progetto musicale dell’olandese Arjen Lucassen, che compone la musica e scrive i testi, per poi avvalersi della collaborazione di vari colleghi musicisti per la loro collaborazione. La presenza di davvero molti personaggi (e lo vedete dal video) si spiega col fatto che molti album degli Ayreon sono dei concept album (ovvero album caratterizzati da una storia/tema principale che si snoda lungo le tracce di tutto il disco) che vedono la presenza di vari personaggi, proprio come in un romanzo.

Velocemente, vi parlo dell’album da cui è tratto il pezzo: The Human Equation, un album composto da venti pezzi, ognuno corrispondente ad un giorno, passato in un letto d’ospedale dal protagonista (chiamato semplicemente Me) in seguito ad un incidente automobilistico, vegliato della moglie e dal suo migliore amico. Durante questo periodo si snoda il viaggio mentale del protagonista, che riesce a sentire la moglie e l’amico che parlano davanti a lui, senza però poter interagire a causa del coma. La sua comunicazione avviene solo con delle emozioni personificate, tra cui Pride (l’orgoglio), Love (l’amore, ovviamente), Fear (paura), Passion (passione), Rage (rabbia) e altri.

Durante questo undicesimo giorno, Me ricorda il primo incontro con sua moglie, avvenuto un venerdì sera ad un festa: amore a prima vista, tanto che Love dice:

Of all these guys it’s you she desires
Secretly her heart is on fire
Waiting for you to ask her to dance
Go ahead, make your move…now’s your chance

e anche Passion e Pride lo incoraggiano a farsi avanti:

[Passion] Do it right, do it right, we ain’t got all night
Do it now, do it now, I think you know how

[Pride] Let it out, let it out, now don’t mess about
Let her in, let her in, let the party begin!

Tuttavia non è tutto così semplice, nel turbinio delle emozioni intervengono anche Fear e Agony (angoscia), che riportano alla mente vecchi ricordi familiari e insicurezze:

[Agony] Remember your father, well you’re just like him
Nothing but violence and fury within
Remember your mother, so lonely and sad
This will be her fate if you treat her as bad

[Fear] You’re afraid she might turn you down
All your hopes dashed to the ground
Nobody loved you, nobody will
Why should you even try… but still…

Detto ciò, mi scuso per l’articolo prolisso che però era necessario e auguro a tutti un buon ascolto (trovo che questo pezzo sia stupendo), sperando di avervi fatto conoscere qualcosa di bello. Consiglio di ascoltare tutto l’album (io adoro anche Day Six: Childhood) e di leggere tutti i testi, perché ci sono segreti nascosti tra la pieghe della mente di Me che non riuscireste nemmeno ad immaginare…