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Categoria Ottobre, 2008

Mecano – Figlio Della Luna

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I Mecano sono una band spagnola di musica pop, la cui nascita è da collocare nei primi anni 80. Il genere musicale si può catalogare in un pop abbastanza particolare, sicuramente niente a che vedere con il pop odierno. La band è formata dai fratelli Cano e dalla cantante Ana Torroja. Il gruppo si sciolse nel 1993.

Son arrivato ad ascoltare i Mecano per puro caso. Nell’ultimo cd degli Haggard è presente infatti una cover di una delle loro canzoni più famose “Hijo De La Luna”. Vorrei recensirvi la versione italiana ovvero “Figlio Della Luna”. (Ringrazio Francesca per avermi illuminato)

Il testo è vera poesia. Narra di una gitana che fa un patto con la luna. La luna gli ripromette il suo uomo, in cambio vuole il suo primo figlio. La donna accetta ma, appena nasce il figlio, viene accoltellata da suo marito in quanto capisce che ciò che è nato è frutto del peccato, cosi che ferito nell’orgoglio, abbandona il figlio sopra un monte, dove lo accudirà la luna.

“Hijo de la Luna” è stata tradotta oltre che in italiano anche in francese. Su Youtube esistono varie cover della canzone, tra queste spiccano quella dei già citati Haggard e quella dei Stravaganzza.

Questa versione live del video come potrete notare è al Festivalbar del 1989. Il cantato è in playback, probabilmente per volere del festivalbar in quanto i Mecano non sfigurano assolutamente nelle loro prestazioni dal vivo.

Enrico Ruggeri – Punk (Prima di te)

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Se conoscete Enrico Ruggeri solo come il cantautore che cantava qualche anno fa Primavera a Sarajevo (la balalaika… la balalaika…), oppure come conduttore de Il bivio, di Ruggeri sapete molto poco, sicuramente non abbastanza.

Sono stato punk prima di te,
sono stato più cattivo
io. Suonavo l’heavy metal quando tu
eri chiuso nell’asilo.

Dovete sapere che Enrico nasce e cresce all’interno del punk. Prescindendo dai suoi gruppi giovanili, il primo progetto di una certa entità che lo vede come cantante sono i Decibel, con i quali scrisse pezzi che sono diventati poi alcuni dei suoi cavalli di battaglia, come Contessa (non è quella dei Modena City Ramblers! Che poi anche quella è una cover…) e Vivo da re. Le versioni che conosciamo dei suoi pezzi di questo periodo sono principalmente quelle reinterpretate negli anni da Ruggeri stesso, che non ha mai rinnegato il suo passato punk.

Questo brano ne è un esempio, ben lungi dal passare come cantautore per brave famiglie, ci racconta il suo passato, con qualche immagine che si rivela piuttosto chiarificatrice:

Ho lasciato a Jimmy il gioco della lama
e qualcuno gliel’ha spinta in fondo.
Ogni notte sento Jimmy che mi chiama;
io me lo ricordo bene il piombo.

Non c’è molto da dire riguardo a questo pezzo, se non l’augurio di godervelo (io lo trovo stupendo) e la speranza di aver fatto conoscere un grande cantautore anche ai metallari più malvagi della terra (e io sono tra questi). Gli assoli e i riff di questo pezzo non saranno forse quelli che troviamo in un disco dei Deicide, ma sono godibilissimi e rimangono in testa come poche altre canzoni. Ogni volta che la sento la canticchio per tre o quattro giorni…

Michael Jackson – Billie Jean

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Billie Jean è considerata una delle canzoni più belle di tutti i tempi ed è probabilmente la canzone che lancia definitivamente Michael Jackson tra i più grandi artisti musicali del secolo.

La canzone venne estratta come singolo dall’album thriller nel 1983 e rapidamente scala le maggiori classifiche del periodo. Diventa la numero uno per nove settimane consecutive della classifica R&B degli Stati Uniti. Prende inoltre 2 grammy come miglior performance e miglior nuova canzone R&B.

Si narra che Jackson inizio a lavorare sulla canzone verso la fine del 1981, per poi ultimarla in extremis proprio una settimana prima dell’uscita del disco. Il successo del disco “Thriller” è incredibile, vende 104 milioni di copie in tutto il mondo e diventa il disco più venduto nella storia della musica. Billie Jean,  secondo singolo estratto dell’album, vende ben 5 milioni di copie.

Curiosamente il video passò su MTV solo su grandi pressioni di Jackson. In quel periodo infatti, non erano mai stati passati video di artisti neri. Jackson fu un apripista in questo caso.

Il 25 marzo 1983 si può dire che nasce ufficialmente la classica esibizione di Billie Jean come la conosciamo noi. Jackson infatti si presentò con un guanto bianco, una giacchetta nera e un cappello scuro. In questa performance Jacko mostra tutta la sua bravura di ballerino e fa vedere per la prima volta il celebre Moonwalk.

Il testo della canzone è basato su dei fatti che accadderò a Michael. Parecchie fans durante la sua carriera lo incolparono di averle messe incinte, di avergli spezzato il cuore ecc. La realtà è ben diversa e Jacko pubblicò questa canzone proprio per chiarire le cose con l’opinione pubblica.

Per quanto riguarda il video, considerando che venne realizzato nel 1982, è di ottima fattura. Si vede Jacko (si nel video è ancora nero) che cammina/balla per una città dove ogni cosa che tocca illumina.

Consiglio per tutti gli interessati la visione dei live di Billie Jean su Youtube. Alcuni, come quello di Munich, sono davvero imperdibili.


Sara Bareilles – Love Song

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Sara Bareilles è una cantante/pianista/compositrice ed è nata negli States. Forse sarà sconosciuto ai più il suo nome, ma sicuramente almeno una volta avrete sentito questa canzone. Nell’estate scorsa infatti, sul celebre negozio virtuale di musica iTunes, “Love Song” rimase tra le canzoni più scaricate di tutta l’estate. Alla fine del 2007 entra (con merito) nella top 10 della Billboard top100.

La canzone nasce come risposta alla casa discografica di Sara, che gli aveva chiesto una canzone d’amore “commerciale”. Fu inoltre utilizzata nel celebre spot della Sony Ericsson e ciò non fece altro che accrescerne la popolarità.

Il testo della canzone parla principalmente delle difficoltà della protagonista di scrivere una canzone d’amore per il compagno. Più che una canzone qui si intende una dichiarazione d’amore. Un amore che però non esiste. Che è falso. Per i comportamenti appunto di quest’ultimo. Tutti vogliono sentirsi dire “Ti Amo” ma nessuno ama veramente. Questo è probabilmente il messaggio che Sara Bareilles vuole lanciarci.

Nel video infatti troviamo Sara in versione miniaturizzata che canta dentro un Jukebox. Stanca di suonare sempre la stessa canzone tutti i giorni, prende la monetina usata per far funzionare il marchingegno e la mette in mezzo agli ingranaggi, cosi da bloccare tutto.

Abbastanza mediocre il video, anche se diciamo che rimane coerente con la canzone. Un’altra considerazione che voglio fare riguarda la bravura “tecnica” dell’artista. Diciamo che nonostante sia una canzonetta commerciale, Sara dimostra di avere una bella voce e di essere una brava pianista.