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Categoria Novembre, 2008

Iron Maiden – Wasting Love

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Gli Iron Maiden sono una delle band metal più osannate di tutti i tempi. Attivi ormai fin dai primissimi anni 80′, hanno portato avanti l’icona heavy metal in ogni parte del mondo. Essendo anche una delle mie band preferite potete star sicuri che non sarà l’unica canzone che recensirò di loro.

“Wasting Love” fa parte dell’album “Fear of the Dark” (1992) ed è stata la terza canzone estratta come singolo. Avvengono due novità nel rilascio della canzone. La prima è che non viene rilasciato il corrispettivo vinile. La seconda che non compare la celebre mascotte “Eddie” nella compertina del singolo. Vi ricordo inoltre che assieme a “Wasting Love” troviamo anche tre tracce live registrate alla Wembley Arena di Londra nel 1990.

La canzone è una ballata triste sull’amore (il titolo in italiano significa “Amore Sprecato”) e parla appunto dell’irraggiungibilità della felicità. In questo caso rapportata all’amore. Tutto finisce, niente è eterno e siamo costretti a “Trascorrere i nostri giorni pieni di vuotezza, e anni pieni di solitudine”.

Il video è in linea con le tante produzioni degli anni 90′. La stilistica è molto simile infatti ai tanti videoclip dell’epoca, specie a quelli dei Guns’n Roses, Aerosmith ecc.

Tiziano Ferro – Ti scatterò una foto

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Oggi ho scelto una canzone di Tiziano Ferro, un cantante che – senza nulla toglierli – di certo non rientra tra i miei preferiti; ma scrivendo articoli, recensioni e quant’altro ho imparato che non sempre si deve parlare di ciò che piace. Così ho voluto, ancora una volta, fare una prova: ho preso una sua canzone, quella che credo sia tra le più amate dai suoi fan, e ho deciso di ascoltarla con la massima attenzione, per poi recensirla. Naturalmente, sto parlando di una delle sue canzoni più famose: Ti scatterò una foto.

Mentirei, se dicessi di non averla mai sentita prima perché mi è capitato di “incontrarla” alla radio o in televisione – visto lo strepitoso successo che l’ha travolta in breve tempo- ma solo ora l’ascolto con la dovizia di chi deve parlarne. La canzone ha un incipit pacato che subito dopo si intensifica in un crescendo forte e penetrante, ma mantiene sempre il tono malinconico e triste, a tratti straziante, per una sofferenza intima tra due persone che, forse, sono legate o erano legate, da un sentimento importante. Ma si sa, la perdita di un sentimento – almeno questo sembra il tema centrale della canzone – non può non essere angosciante, e in questo senso il testo, così come la musica e la voce di Tiziano Ferro, vi riescono benissimo.

Da non dimenticare che il video della canzone contiene anche scene del famosissimo film “Ho voglia di te” con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti, dato che ne è la colonna sonora, e quindi un insieme – quello del film e la canzone – dal risultato notevolmente romantico, che proprio per questo, probabilmente, ne ha permesso il successo tra  i tanti adolescenti.

Negrita – Che Rumore Fa La Felicità?

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Ultimamente mi dicono che questa canzone dei Negrita passi di continuo nelle varie radio nazionali. Io non ascolto molto la radio e mi è capitato di ascoltare “Che rumore fa la felicità?” per la secondo volta questa sera. Premetto che ho l’intera discografia dei Negrita e sono rimasto molto legato ai “vecchi” successi come “Cambio”, “Ehi Negrita”, “Bambole” ecc.

Ultimamente devo dire che i Negrita si son persi un po di rock per strada. Non che ci fossero chissà che schitarrate ovviamente, diciamo che erano un gruppo di rock melodico scanzonato senza tanti propositi. Ed era questo a mio parere uno dei loro punti forti.

“Che rumore fa la felicità?” segue le orme dei loro ultimi successi come “Rotolando verso sud” a livello di melodia. Il testo per molti è poesia, per me è un testo non banale che rimane fedele alle loro tematiche. Niente di nuovo insomma (e questo è un punto a favore).

Mi piace molto come è stato realizzato il video. Troviamo i Negrita che cantano/suonano e si dimenano da una parte, mentre nell’altra troviamo il loro alterego da bambini, tutto questo ambientato in un lunapark. Tutto ciò vuole farci capire che anche crescendo possiamo continuare a divertirci, anche con le piccole cose. Proprio come dei bambini.

Martin Kesici feat. Tarja Turunen – Leaving you for me

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Questa canzone che vi voglio recensire oggi è una delle più belle canzoni che ho scoperto lo scorso anno. Bazzicando infatti su Youtube, alla ricerca di versioni live di canzoni più o meno famose di Tarja e Nightwish (il suo ex-gruppo), mi sono imbattuto in questo video e volevo condividere con voi alcune considerazioni.

Innanzitutto da quanto apprendo su un forum dedicato appositamente a Tarja Turunen (http://www.tarja-italy.com), Martin Kesici è un cantante tedesco pressochè sconosciuto che tramite un programma televisivo stile X-Factor, vinse come premio un duetto con un’artista a sua scelta. Scelse appunto Tarja. Ottima scelta aggiungerei. Martin dimostra di avere un’ottima voce, altro che la pseudocassiera della Crai.

Riguardo a Tarja Turunen che posso dire? E’ semplicemente la mia voce femminile preferita. Trasmette emozioni uniche, specie nelle perfomance live. La separazione dai Nightwish è stata meno traumatica di quanto ipotizzato inizialmente dai mass-media. “I Walk Alone” ne è la prova.

Il testo di questa canzone comunque parla principalmente d’amore ed il video è girato in un contesto quasi fiabesco. Buone anche le qualità recitative di entrambi.

Gianluca Grignani – Le mie parole

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Oggi volevo scegliere una canzone di Gianluca Grignani e all’interno del vasto repertorio che il cantante in questione vanta, l’opzione per Le mie parole (tratta dall’album Sdraiato su una Nuvola del 2000) è stata, se devo essere sincera, piuttosto casuale. Questo perchè le canzoni di Grignani in realtà mi piacciono un pò tutte: sarà per la voce o per i testi abbastanza orecchiabili. In ogni caso il testo di Le mie parole si presenta molto malinconico: un uomo che ha tradito e cerca un perdono che sembra non arrivare. Insomma, il succo della storia è abbastanza semplice, ma la maestria del cantante riesce a dare un tocco di originalità alla canzone mediante parole quotidiane e toccanti allo stesso tempo.

Il messaggio arriva dritto al cuore, in maniera inequivocabile e sembra chiedere all’ascoltatore una sorta di presa di posizione: ha ragione il protagonista pentito o la donna ferita? Ma indipendentemente dallo schierarsi dall’una o dall’altra parte la canzone suscita inevitabilmente un senso di tristezza, non solo per il fatto in sè, ma anche per il modo in cui sono orchestrate nel loro insieme le parole: “… a cercar di far la guerra degli sguardi con me”. Dunque, un testo espresso con semplicità, senza troppe figure retoriche, ma legato brillantemente alla musicalità della canzone, così come al tono di voce del cantante.