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Categoria ‘ Musica Metal

Iron Maiden – Wasting Love

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Gli Iron Maiden sono una delle band metal più osannate di tutti i tempi. Attivi ormai fin dai primissimi anni 80′, hanno portato avanti l’icona heavy metal in ogni parte del mondo. Essendo anche una delle mie band preferite potete star sicuri che non sarà l’unica canzone che recensirò di loro.

“Wasting Love” fa parte dell’album “Fear of the Dark” (1992) ed è stata la terza canzone estratta come singolo. Avvengono due novità nel rilascio della canzone. La prima è che non viene rilasciato il corrispettivo vinile. La seconda che non compare la celebre mascotte “Eddie” nella compertina del singolo. Vi ricordo inoltre che assieme a “Wasting Love” troviamo anche tre tracce live registrate alla Wembley Arena di Londra nel 1990.

La canzone è una ballata triste sull’amore (il titolo in italiano significa “Amore Sprecato”) e parla appunto dell’irraggiungibilità della felicità. In questo caso rapportata all’amore. Tutto finisce, niente è eterno e siamo costretti a “Trascorrere i nostri giorni pieni di vuotezza, e anni pieni di solitudine”.

Il video è in linea con le tante produzioni degli anni 90′. La stilistica è molto simile infatti ai tanti videoclip dell’epoca, specie a quelli dei Guns’n Roses, Aerosmith ecc.

Ozzy Osbourne – I Don’t Wanna Stop

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“I Dont Wanna Stop” è stato il singolo apripista dell’ultimo album di Ozzy Osbourne, “Black Rain”, uscito l’anno scorso. E’ stata una vera gioia risentire il grande Ozzy cantare finalmente qualcosa di decente. L’album precedente a questo, che nemmeno ricordo il titolo, è stato davvero un flop infatti.

Ozzy in effetti aveva fatto presagire qualcosa di buono per “Black Rain”. La sua forma fisica e mentale sembrava migliorata, questo grazie all’abbandono di alcool e psicofarmaci. Tutti i fans di vecchia e nuova data aspettavano quindi con estrema curiosità “I Don’t Wanna Stop”, che si rivelò infatti una canzone sicuramente accettabile. Non si può fare il paragone con canzoni come “Crazy Train” ovviamente. Il paragone, se proprio deve essere fatto, va fatto con i gruppi attualmente in circolazione che fanno musica simile. E Ozzy nonostante l’età da una grande lezione a tutti.

Il testo della canzone è scritto da Ozzy e parla appunto di se stesso. Della sua vita condotta sempre al limite, senza fermarsi mai. Interessante il passo:

Troppe religioni per un solo dio
Non ho bisogno di un altro salvatore
Non cercare di farmi cambiare idea
Lo sai di che razza sono
Non cambierò il mio cattivo comportamento”

Ozzy vuol far capire qui di essere rimasto sempre lui, il malvagio mangia-pipistrelli. Ma forse ormai per questioni di business è costretto a recitare la sua parte. Un po’ come i tanti artisti del suo genere.

Nel video vediamo suonare “sospesi in aria” Ozzy con il suo gruppo. Da notare il fedele chitarrista Zack Wylde che secondo me ha messo più che lo zampino nella produzione dell’album.

Dark Tranquillity – Focus Shift

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I Dark Tranquillity sono uno dei gruppi musicali ai quali sono più affezionato. I componenti della band sono tutti svedesi e il loro genere musicale è “Melodic Death Metal”. La canzone che vorrei recensirvi quest’oggi (che tralaltro è l’ultimo videoclip uscito) è Focus Shift.

“Focus Shift” è del 2007 e fa parte del ultimo album dei Dark Tranquillity che si chiama “Fiction”. Dire che è una canzone potente sarebbe riduttivo. Chi conosce un po i Dark Tranquillity sa benissimo infatti, che uno dei punti di forza del gruppo è proprio la grandissima carica che riescono a creare. Quando ascolti le loro canzoni è come se un fulmine ti attraversasse la mente e il corpo.

Il video tiene molto bene il ritmo velocissimo della canzone. Vediamo i Dark Tranquillity intenti a suonare e sbattersi come forsennati in una specie di tunnel/galleria. Da notare l’aggressività e l’espressività del cantante Mikael Stanne. Sicuramente una delle voci contemporanee più potenti. Il suo cantato in growl è veramente eccezionale.

Una piccola news non molto piacevole: Nicklasson, ovvero colui che ha suonato il basso con Stanne e company per 10 anni, lascia la band per “motivi personali”. Secondo me questa è una grande perdita in quanto, oltre a suonare bene, aveva un certo carisma, specie nei live.

In Extremo – Herr Mannelig

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Dopo gli Haggard, ecco la recensione di un altro gruppo che è riuscito nel non facile compito di unire due generi apparentemente agli antipodi: la musica folk e il metal. La fusione dei due generi in particolare per questo gruppo è stata anche una fusione fisica: inizialmente gli In Extremo erano due band separate, una che suonava musica rock ed un’altra che si dedicava alla musica folk, in particolare quella medievale. Le due band sono state poi riunite a formare gli In Extremo.

Le particolarità della band sono gli strumenti utilizzati (affiancano infatti ai classici strumenti rock altri strumenti meno consueti, in particolare strumenti medievali come quelli che vediamo suonati in questa vesione live di Herr Mannelig) e i testi delle loro canzoni: essi riprendono testi di Villon (cosa che già fece Fabrizio de André), manoscritti del medioevo, ma anche i celeberrimi Carmina Burana o Goethe. Importante è anche la mitologia e la tradizione dell’Europa del nord, dalla quale appunto il tema di questa canzone proviene.

Il pezzo è la riedizione di una tradizionale ballata in svedese, la quale racconta di una troll (trollessa?) di montagna che chiede ad un ricco signore (Herr Mannelig significa appunto Signor Mannelig) di sposarla in cambio di ricchissimi doni, sperando di riuscire con questo matrimonio a placare il fortissimo desiderio di diventare umana. Come è prevedibile, il giusto e buono Mannelig rifiuta, ben sapendo che dietro alla promessa di quei doni si nasconde un essere infido e malvagio.

La passione della band per il medioevo è testimoniata sicuramente dall’abbigliamento ma anche dall’allestimento del palco, con tanto di impiccagioni e scenari alquanto inquietanti. Personalmente, trovo molto bello che si riescano a vedere persone saltare e divertirsi ancora oggi sulla musica di una ballata composta più di cinque secoli fa. Infine, per tutti coloro che da piccoli non hanno avuto la possibilità di studiare lo svedese, posto la traduzione italiana del testo della canzone.

All’alba, prima che il sole sorgesse
e gli uccelli cantassero la loro dolce canzone
La troll della montagna con lingua falsa
ed ingannevole propose al signore:

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
Per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Ti darò dodici belle giumente
Che pascolano in un boschetto ombroso
Mai una sella è stata messa sulla loro schiena
Nè un morso nella loro bocca

Ti darò i dodici mulini
che stanno tra Tillo e Terno
le macine sono fatte del più rosso rame
e le ruote sono cariche d’argento

Ti darò una spada lucente
che risuona per i suoi 15 anelli d’oro
con essa combatterai in guerra
e sul campo di battaglia vincerai

Ti darò una camicia nuova
la più luminosa che ci sia
non cucita con ago e filo
ma all’uncinetto con la seta più splendente

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Se tu fossi una donna cristiana
riceverei volentieri regali così,
ma io so che sei il peggiore troll della montagna
figlio degli spiriti maligni e del demonio.

La troll della montagna corse fuori dalla porta
Gemendo e urlando a squarciagola
Se avessi avuto questo bel cavaliere
ora sarei libera dai miei tormenti

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Metallica – The Day That Never Comes (2008)

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The day that never comes è il primo singolo estratto dal nuovo ed attesissimo album dei Metallica, Death Magnetic (2008), quello che secondo le aspettative avrebbe dovuto segnare il ritorno dei quattro thrashers agli alti livelli del metal, dopo il passo falso a dir poco mastodontico di St. Anger (il prececente album del 2003), qualcosa che si stenta a credere sia stato composto e registrato da tre dei quattro musicisti che crearono album capolavoro del calibro di Ride the Lightning, Master of Puppets e …And justice for all.

Sicuramente questo nuovo album cerca di inserirsi all’interno dello stile adottato dai Metallica sul finire degli anni 80/inizio anni 90, ed è infatti stato definito come l’album di continuità tra …And justice for all e Metallica (chiamato dai più Black Album), prova forse ne sia il fatto che il video in questione ha per tema la guerra, ponendosi come successore ideale della stupenda One, che appunto di guerra trattava.

il pezzo The day that never comes, sicuramente tra i più orecchiabili per il grande pubblico tra le dieci tracce del nuovo album, ricorda decisamente i bei tempi andati (senza raggiungerne le vette, non ci sarebbe nemmeno da precisarlo): la struttura del brano è simile a Fade to Black e gli assoli rieccheggiano quelli storici del primi album.

Tuttavia non credo sia corretto valutare questo pezzo (così come tutto l’album) con un occhio così critico, confrontandolo esclusivamente con i grandi capolavori degli anni 80, che rimangono inarrivabili, per i Metallica del 2008 così come per la maggior parte delle band in circolazione. Ho letto molte recensioni, la maggior parte si esauriscono in un confronto tra questo pezzo/questo album e la precedente produzione, ricavandone ovviamente un giudizio negativo o al massimo di sufficienza scarsa.

Io credo che questo, per un gruppo di cui conosciamo i trascorsi fallimentari degli ultimi anni, sia un disco davvero niente male. Si attendono commenti!