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Categoria ‘ Musica Rock

Green Day – 21 guns

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Ho appena visto questo video su emtivì e quindi ho deciso di recensirlo per voi (in barba agli esami, ha!). Questo pezzo è il secondo singolo dall’ottavo album dei Green Day, “21st Century Breakdown”, uscito a maggio di quest’anno. Sembra ormai che il successo dei Green Day non abbia più limiti: io me li ricordo come gruppo sì conosciuto, ma solo dagli “addetti ai lavori”, quando avevo 14 anni e andavo sulla skateboard, e ora li si vede ovunque, un successo davvero impressionante.

Il “ventuno” del disco ritorna anche nel titolo della canzone, “21 guns”. Nel video, ambientato in una stanza, vediamo alternativamente il gruppo che suona e una ragazza insieme ad un ragazzo. Si alternano momenti di calma (durante la strofa del pezzo) a momenti in cui la stanza viene sforacchiata da colpi di pistola (durante il ritornello della canzone).I due poi si baciano appassionatamente da metà canzone in poi. Evidentemente i due avevano discusso animatamente, ma al suono della soave voce di Billie Joe Armstrong che canta “Lay down your arms, Give up the fight” tutto si riappacifica. Ecco il testo:

Do you know what’s worth fighting for,
When it’s not worth dying for?
Does it take your breath away
And you feel yourself suffocating?
Does the pain weigh out the pride?
And you look for a place to hide?
Did someone break your heart inside?
You’re in ruins

One, 21 guns
Lay down your arms
Give up the fight
One, 21 guns
Throw up your arms into the sky,
You and I

When you’re at the end of the road
And you lost all sense of control
And your thoughts have taken their toll
When your mind breaks the spirit of your soul
Your faith walks on broken glass
And the hangover doesn’t pass
Nothing’s ever built to last
You’re in ruins.

One, 21 guns
Lay down your arms
Give up the fight
One, 21 guns
Throw up your arms into the sky,
You and I

Did you try to live on your own
When you burned down the house and home?
Did you stand too close to the fire?
Like a liar looking for forgiveness from a stone

When it’s time to live and let die
And you can’t get another try
Something inside this heart has died
You’re in ruins.

One, 21 guns
Lay down your arms
Give up the fight
One, 21 guns
Throw up your arms into the sky,
You and I

Joy Division – She’s lost control

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Ritorno a recensire un video dopo un po’ di tempo, e vi propongo un gruppo che mi vergogno di aver scoperto da poco, ma che amo moltissimo, i Joy Division. Prima di tutto il nome: la Divisione della Gioia era una sezione dei campi di concentramento nazisti in cui le donne detenute erano trattate come prostitute. Il gruppo come tematiche non ha nulla a che fare con tutto ciò. O meglio aveva, visto che si sono sciolti dopo il suicidio del frontman e cantate Ian Curtis, nel maggio del 1980, a soli 23 anni.

Il pezzo che vi propongo è ‘She’s lost control’, un testo tra i meno criptici della band, che parla di una ragazza che soffre di epilessia e descrive le sensazioni e le reazioni a questo disturbo, del quale lo stesso Ian Curtis soffriva. Il pezzo è ispirato alla storia di una ragazza epilettica con cui Curtis ebbe a che fare all’Ufficio di Recupero Disabili presso l’ufficio di collocamento presso cui lavorava. Un giorno non la vide più e scoprì che era morta durante una attacco.
La canzone ha un ritmo quasi ipnotico, delle sonorità molto particolari che per chi non conosce molto il genere risulteranno sicuramente una gradita novità. Beh, buon ascolto (anche se il video non è granché, ma so che ne troverete sicuramente degli altri:D )

Placebo – For What It’s Worth

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Visto che si sta avvicinando a grandi passi l’Italia Wave Love Festival, dove venerdi 17 luglio saliranno sul palco come gruppo di punta della manifestazione i Placebo, perchè non postarvi proprio l’ultimo singolo?

La canzone si chiama “For What It’s Worth” ed è il primo singolo estratto dall’album “Battle for Sun”, uscito il 5 giugno. Il testo della canzone parla della vita in generale, una vita che alla fine “quanto vale?”, visto che posso/possono rovinarla in pochi secondi e perdere tutto ciò che ho messo faticosamente da parte, come una famiglia, dei soldi, le amicizie oppure la salute. “For What It’s Worth” infine sembra giungere alla conclusione che alla fin fine a nessuno interessa poi cosi tanto di noi.

Il brano è volutamente provocatorio e va contro tutte quelle persone “morte” che popolano questo mondo ormai sempre più malato, privo di valori che vadano al di fuori delle cose materiali e quindi servo del denaro e di tutto ciò che gli gira attorno. Ottima canzone Placebo!

HorrorPops – Miss Take

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Oggi si va di psychobilly, un genere derivato dalla fusione punk e rockabilly, che spesso si presenta con temi/atteggiamenti/look molto horror, e anche per questo lo amo. Nota particolare: generalmente il genere prevede un contrabbasso, invece di un normale basso elettrico. Propongo oggi gli Horrorpops, band danese attiva dal ‘96, nata dall’incontro tra la cantante/bassita e il chitarrista (quelli con i capelli a grattacielo XD).

Nel video li vediamo semplicemente suonare in un cinema davanti a personaggi equivoci, probabilmente i migliori amici della band, visto il look! Da notare lo strano look tra il vintage e il punk, i tatuaggi che di più non si può e le ballerine (go-go dancers) assunte dalla band apposta per gli spettacoli dal vivo, sono un simpatico “richiamo” per il pubblico!

Buzzcocks – Ever fallen in love

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Oggi vi propongo un video di un gruppo punk che purtroppo è passato un po’ inosservato negli anni, a causa del confronto coi giganti del suo tempo. Sto parlando dei Buzzcocks, punk 77 semplice e schietto, ma purtroppo messo in ombra (giustamente?) da altri come Sex Pistols e Clash. Le tematiche sono meno politiche e, se vogliamo, ancora più scottanti di quelle dei loro compari: si parla di droga e sesso, e non poco!

Qui li vediamo in una esibizione di fine anni 70, 77 o 78, che ci fanno sentire la loro “Ever fallen in love with someone (You’ve shouldn’t fall in love with)”, ovvero una cosa tipo “Ti sei mai innamorato di qualcuno (di cui non avresti dovuto innamorarti)”. Una canzone melodica e orecchiabile, che ci mostra come fosse diverso quello che al tempo si intendeva per punk. Non li si vede con la cresta colorata nè niente, niente trucco, ma solo delle orrende camice che io non metterei per nessuna ragione al mondo. Bene, che dire, godevelo, spero che vi faccia lo stesso effetto che fa al pubblico del video, che per i tempi erano belli scatenati. Ah, ne è stata fatta una cover da Pete Yorn, la si sente nella colonna sonora di Shrek 2!