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Categoria ‘ Musica Rock

David Bowie – Heroes

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Questa sera mi appresto a recensire forse la canzone più famosa del duca bianco, “Heroes”. La canzone, che uscii nel 1977 e diede il nome all’album, fù un vero e proprio tormentone dell’epoca. Raggiunse comunque l’apice della popolarità quando venne commissariata dagli adetti ai lavori come colonna sonora del film “Noi ragazzi dello zoo di Berlino”, il film basato sulla drammatica storia di tossicodipendenze di Christiane F (per chi non lo sapesse inizio a fumare hashish a 12 anni per poi cadere nel tunnel dell’eroina a 13).

“Heroes” è una canzone davvero emozionante e penso che a tutti sia capitato almeno una volta di ascoltarla. Il testo da coraggio, voglia di vivere. “Si può essere eroi anche per un giorno” canta Bowie nel ritornello. Tra i tanti video originali disponibili su Youtube ho scelto una versione nella quale compaiono in sovraimpressione le parole del testo tradotte in italiano. Buona Visione.

Negrita – Radio Conga

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“Radio Conga” è il nuovo singolo dei Negrita, il secondo estratto da HellDorado. Dopo il fortunato successo di “Che Rumore Fa la Felicità?”, i Negrita si apprestano a fare il bis. Si perchè questa nuova canzone, che rimane infatti sulla scia della precedente riguardo ai ricercati ritmi e suoni dell’Africa,  si contraddistingue per la sua immediatezza nell’entrare nella testa dell’ascoltatore. Insomma niente di strano se vi ritroverete a canticchiare il ritornello per giorni.


I Negrita insomma, nonostante abbiano perso un po di “smalto” (mio modestissimo parere), rimangono pur sempre una delle band italiane più interessanti e seguite. Non ho mai assistito ad un loro concerto ma chi c’è stato ne parla un gran bene, segno insomma che oltre ad essere carismatici (cosa che peraltro non mettevo in dubbio), dimostrano di avere un gran attaccamento per tutti i loro fan.

Baustelle – Baudelaire

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Baudelaire, insieme a Verlaine e Rimbaud, è sicuramente uno dei poeti maledetti più famosi. I Baustelle, resi celebri dalla simpatica canzoncina “Charlie Fa Surf”, gli rendono omaggio dedicandogli questa canzone. In “Baudelaire” vengono citati anche altri artisti di tutto rispetto come Pasolini o Caravaggio.


Nella canzone, spiega il cantante Bianconi, si è cercato di evidenziare lo spirito di vivere la vita da parte di questi personaggi. Essi infatti hanno vissuto per l’arte, hanno dedicato una parte importante della propria vita a creare qualcosa. Questo qualcosa lo possiamo toccare con mano anche nel 2009.

Bisogna prenderli come esempio perchè hanno avuto il coraggio di vivere la vita come un romanzo, cercando in tutti i modi di raggiungere l’arte e la bellezza. Questa canzone è dunque da considerarsi come un inno alla vita, anche se paradossalmente questi artisti sono morti prematuramente.

Il videoclip della canzone è stato girato in Sicilia e spiace a dirlo ma lascia proprio a desiderare. Non è assolutamente curato, una produzione amatoriale faceva certamente un lavoro migliore. Per il resto la canzone si dimostra accettabile anche se nell’album ne spiccano altre.

Afterhours – Riprendere Berlino

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Oggi ho scelto un gruppo che a me personalmente piace moltissimo, gli Afterhours. La canzone del video è Riprendere Berlino, singolo tratto dall’album “I milanesi ammazzano il sabato” del 2008.
La canzone è stupenda, sia dal punto di vista musicale per il ritmo coinvolgente e la maestria nello giostrare gli strumenti musicali suonati dal gruppo, che per il testo orecchiabile – direi quasi delicato – con parole che oscillano tra il romantico (… non sarebbe bello non farsi più del male…) e il poetico (… luce del mattino…/… anche il paradiso può essere un inferno), senza mai toccare punte di lirismo, ma restando sempre su un tono rock, tipico del gruppo in questione.

La voce è straordinaria: sommessa in certi punti, in crescendo in altri, ma sempre accattivante e deliziosa, al punto da rendere altamente affascinante la canzone, il cui significato non è poi così esplicitamente dichiarato; spesso, infatti, occorre analizzare minuziosamente le singole frasi per poter scorgere il significato nascosto da esse; anche se si intuisce il riferimento ad una persona a cui si tiene e a cui, probabilmente, si vorrebbe lanciare un messaggio, atto a migliorare una situazione particolare.

Bellissimo il video, che ben rappresenta il senso recondito della canzone: la scena del gruppo che si esibisce si alterna a scene che evocano la partenza, come il treno che corre visto dall’esterno, e anche dall’interno; quindi gente che viaggia, che si incontra… un’atmosfera che sembra evocare in pieno la Berlino tanto citata nel singolo. Ma soprattutto colpisce questo fluire continuo di persone che camminano e si incontrano in vari luoghi, atti in ogni caso ad indicare il senso di moto, tipico del viaggiatore.

Evanescence – My Immortal

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Ne son passati di anni dal 1995, anno della fondazione della band. Dalla pubblicazione dell’album “Fallen”, che contiene infatti la bellissima “My Immortal”, gli Evanescense hanno venduto ben 20 milioni di copie. Complici di questo successo mondiale sono sicuramente i due loro singoli più famosi, “Bring Me To Live” e appunto “My Immortal”.

La canzone fa la sua prima comparsa pubblica nel film “Daredevil” (1997), precisamente nella scena del funerale. Successivamente sarà revisionata e pubblicata nel 2003. Voglio ricordarvi che comunque di “My Immortal” esistono ben 9 versioni, ognuna delle quali ha piccole differenze.

Il brano è una ballata “rock” (le virgolette sono d’obbligo in questo caso”) molto triste. Si parla infatti di una persona che non c’è più, se non nei ricordi. D’altronde l’unica certezza che abbiamo della vita è per paradosso la morte. Lo so, non è molto piacevole ricordarlo, ma è cosi. Molto interessanti risultano le ultime strofe della canzone:

“Ho provato così tanto a dirmi che te ne sei andato
ma anche se tu sei ancora qui con me
sono stata sempre da sola”

Ciò sta a sottolineare, oggi più di ieri, la solitudine che attanaglia l’uomo. Mi viene in mente da pensare ai social network come Facebook, ai telefonini, alla posta elettronica. Tutti questi mezzi servono proprio per soddisfare il nostro bisogno incessante di comunicare. Ciò nasconde proprio la solitudine che, chi più, chi meno, ha dentro sè.

Tornando al videoclip, tutto rigorosamente in bianco e nero, troviamo la nostra bella e brava Amy Lee che se ne sta sdraiata, in un perenne stato di maliconia. Oltre l’ottima prova vocale (sicuramente una delle voci femminili più rilevanti in circolazione), diamo atto anche alla sua bravura interpretativa. Dopo la visione del video infatti, lascia un leggero velo di tristezza.