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Categoria ‘ Musica Rock

Coldplay – The Scientist

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Oggi vorrei parlarvi di una delle canzoni più famose dei Coldplay, “The Scientist”. Uscita nel 2002 fa parte dell’album “A Rush Of Blood To The Head” e fu il secondo singolo estratto, conquistando la posizione numero 10 della classifica musicale inglese.

I Coldplay ultimamente stanno facendo un sacco di successo in Italia, dove appunto le loro ultime canzoni “Violet Hill” e “Viva la Vida” sono state per parecchio tempo nella top10 delle canzoni più vendute.

“The Scientist”, a differenza, fece molto successo più che altro tra i giovani ascoltatori di emittenti televisive a sfondo musicale come MTV e All Music. In celebri programmi come TRL, per menzionarne uno, rimase in prima posizione per diverso tempo ricordo. Sicuramente i Coldplay con il passare del tempo hanno saputo “vendersi” meglio, lasciando comunque intatte le loro grandi qualità compositive.

La canzone parla di un amore finito male e la voglia di tornare indietro per riacciuffarlo. Il detto “ti rendi conto del valore di una cosa nel momento in cui la perdi” calza proprio a pennello con “The Scientist”. Il videoclip rende molto bene l’idea del concetto che si vuole esporre. Fino agli ultimi 30 secondi del video non si capisce molto, questo perche il video viene mandato in play al contrario. Buona Visione!

Red Hot Chili Peppers – Otherside

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Oggi, dando una rapida occhiata su MTV, mi è capitato uno degli ultimi video dei Red Hot Chili Peppers, “By The Way”. Riguardandolo non ho provato altro che nostalgia per i “vecchi” RHCP; dove son finite le stupende canzoni dell’album “Californication”? Continua a leggere…

Negrita – Che Rumore Fa La Felicità?

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Ultimamente mi dicono che questa canzone dei Negrita passi di continuo nelle varie radio nazionali. Io non ascolto molto la radio e mi è capitato di ascoltare “Che rumore fa la felicità?” per la secondo volta questa sera. Premetto che ho l’intera discografia dei Negrita e sono rimasto molto legato ai “vecchi” successi come “Cambio”, “Ehi Negrita”, “Bambole” ecc.

Ultimamente devo dire che i Negrita si son persi un po di rock per strada. Non che ci fossero chissà che schitarrate ovviamente, diciamo che erano un gruppo di rock melodico scanzonato senza tanti propositi. Ed era questo a mio parere uno dei loro punti forti.

“Che rumore fa la felicità?” segue le orme dei loro ultimi successi come “Rotolando verso sud” a livello di melodia. Il testo per molti è poesia, per me è un testo non banale che rimane fedele alle loro tematiche. Niente di nuovo insomma (e questo è un punto a favore).

Mi piace molto come è stato realizzato il video. Troviamo i Negrita che cantano/suonano e si dimenano da una parte, mentre nell’altra troviamo il loro alterego da bambini, tutto questo ambientato in un lunapark. Tutto ciò vuole farci capire che anche crescendo possiamo continuare a divertirci, anche con le piccole cose. Proprio come dei bambini.

Martin Kesici feat. Tarja Turunen – Leaving you for me

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Questa canzone che vi voglio recensire oggi è una delle più belle canzoni che ho scoperto lo scorso anno. Bazzicando infatti su Youtube, alla ricerca di versioni live di canzoni più o meno famose di Tarja e Nightwish (il suo ex-gruppo), mi sono imbattuto in questo video e volevo condividere con voi alcune considerazioni.

Innanzitutto da quanto apprendo su un forum dedicato appositamente a Tarja Turunen (http://www.tarja-italy.com), Martin Kesici è un cantante tedesco pressochè sconosciuto che tramite un programma televisivo stile X-Factor, vinse come premio un duetto con un’artista a sua scelta. Scelse appunto Tarja. Ottima scelta aggiungerei. Martin dimostra di avere un’ottima voce, altro che la pseudocassiera della Crai.

Riguardo a Tarja Turunen che posso dire? E’ semplicemente la mia voce femminile preferita. Trasmette emozioni uniche, specie nelle perfomance live. La separazione dai Nightwish è stata meno traumatica di quanto ipotizzato inizialmente dai mass-media. “I Walk Alone” ne è la prova.

Il testo di questa canzone comunque parla principalmente d’amore ed il video è girato in un contesto quasi fiabesco. Buone anche le qualità recitative di entrambi.

Subsonica – Colpo di pistola

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Oggi ho scelto un gruppo molto caro a me: i Subsonica, che sebbene li abbia un pò abbandonati in questi ultimi anni, preferendo altra musica, è sempre un piacere riascoltarli, dato che mi riportano ai miei primi anni universitari, quando le loro canzoni erano all’ordine del giorno, per quanto mi riguarda.

La canzone scelta è del 1999 e fa parte dell’album Microchip emozionale, il secondo del gruppo; un album pieno di carica e forse quello più amato dai fan. Colpo di pistola è bellissima, dai toni forti, emozionanti, con un ritmo all’insegna della rapidità, della velocità e della ripetizione, tipico, d’altronde, dei Subsonica. La voce che guida la canzone sembra quasi penetrante, come dei rintocchi fitti, ben scanditi e terribilmente coinvolgenti.

A mio avviso l’esordio si presenta candenzato e riflessivo, per poi esplodere, ad un certo punto della canzone, in un turbine di emozioni in crescendo, e il tono dimesso si fa quasi soffocato dalla rapidità che travolge l’intero testo, ormai sceso verso un labirintico susseguirsi di scene dai colori forti. Come non notare certe metafore che rendono al testo una bellezza assoluta, valorizzandolo non solo per l’aspetto prettamente musicale – che però sicuramente non manca, positivamente parlando, al gruppo in questione- ma anche a livello contenutistico; basti pensare, infatti, a frasi come: “la mutanda del serpente/nasconde il tuo vero nome”, in cui probabilmente si insinua un atteggiamento poco chiaro e di discutibile sincerità, ben rappresentato dalla figura del “serpente”; o “baciando la fiducia/con un rasoio a due lame”, forse inteso quest’ultimo come rischio.

Per non parlare anche di termini coloriti che ben evidenziano l’intento aggressivo – da non prendere alla lettera – della canzone, piena di risentimento verso un inganno ingiustamente subito; e qui mi vengono in mente parole come: “ho vomitato rancore”, “ti farò male più di un colpo di pistola”; per chiudere questo “canto” di ribellione con frasi, secondo me, di un poetico estremo – e superbamente affascinanti all’interno di un ritmo rapido: “avevi tutto quanto/anche il mio sogno migliore/hai preso ciò che serve/senza ritegno nè onore”. Insomma, un tocco di malinconia – a ribadire il tema della canzone – con un andamento frizzante ed energico per creare un capolavoro musicale.