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Dopo gli Haggard, ecco la recensione di un altro gruppo che è riuscito nel non facile compito di unire due generi apparentemente agli antipodi: la musica folk e il metal. La fusione dei due generi in particolare per questo gruppo è stata anche una fusione fisica: inizialmente gli In Extremo erano due band separate, una che suonava musica rock ed un’altra che si dedicava alla musica folk, in particolare quella medievale. Le due band sono state poi riunite a formare gli In Extremo.

Le particolarità della band sono gli strumenti utilizzati (affiancano infatti ai classici strumenti rock altri strumenti meno consueti, in particolare strumenti medievali come quelli che vediamo suonati in questa vesione live di Herr Mannelig) e i testi delle loro canzoni: essi riprendono testi di Villon (cosa che già fece Fabrizio de André), manoscritti del medioevo, ma anche i celeberrimi Carmina Burana o Goethe. Importante è anche la mitologia e la tradizione dell’Europa del nord, dalla quale appunto il tema di questa canzone proviene.

Il pezzo è la riedizione di una tradizionale ballata in svedese, la quale racconta di una troll (trollessa?) di montagna che chiede ad un ricco signore (Herr Mannelig significa appunto Signor Mannelig) di sposarla in cambio di ricchissimi doni, sperando di riuscire con questo matrimonio a placare il fortissimo desiderio di diventare umana. Come è prevedibile, il giusto e buono Mannelig rifiuta, ben sapendo che dietro alla promessa di quei doni si nasconde un essere infido e malvagio.

La passione della band per il medioevo è testimoniata sicuramente dall’abbigliamento ma anche dall’allestimento del palco, con tanto di impiccagioni e scenari alquanto inquietanti. Personalmente, trovo molto bello che si riescano a vedere persone saltare e divertirsi ancora oggi sulla musica di una ballata composta più di cinque secoli fa. Infine, per tutti coloro che da piccoli non hanno avuto la possibilità di studiare lo svedese, posto la traduzione italiana del testo della canzone.

All’alba, prima che il sole sorgesse
e gli uccelli cantassero la loro dolce canzone
La troll della montagna con lingua falsa
ed ingannevole propose al signore:

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
Per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Ti darò dodici belle giumente
Che pascolano in un boschetto ombroso
Mai una sella è stata messa sulla loro schiena
Nè un morso nella loro bocca

Ti darò i dodici mulini
che stanno tra Tillo e Terno
le macine sono fatte del più rosso rame
e le ruote sono cariche d’argento

Ti darò una spada lucente
che risuona per i suoi 15 anelli d’oro
con essa combatterai in guerra
e sul campo di battaglia vincerai

Ti darò una camicia nuova
la più luminosa che ci sia
non cucita con ago e filo
ma all’uncinetto con la seta più splendente

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?

Se tu fossi una donna cristiana
riceverei volentieri regali così,
ma io so che sei il peggiore troll della montagna
figlio degli spiriti maligni e del demonio.

La troll della montagna corse fuori dalla porta
Gemendo e urlando a squarciagola
Se avessi avuto questo bel cavaliere
ora sarei libera dai miei tormenti

Sir Mannelig, Sir Mannelig mi vorrai sposare
per tutto quello che io dolcemente ti darò?
Se vorrai, rispondi solo si o no
Farai così o no?