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Oggi un gruppo a cui sono, personalmente, molto affezionato: i Porcupine Tree, gruppo dal nome alquanto enigmatico (sono d’accordo con la teoria che associa il nome ad una illustrazione che spiega i frattali, ovvero oggetti geometrici particolari, con l’immagine di un albero infinito di porcospini, ma sto divagando, non sono mica qui a fare lezione di matematica, no?) che io amo di un amore viscerale, tanto da essere riuscito a vederli in concerto tre volte in pochi anni (esperienza assolutamente indimenticabile, anche per chi conoscesse una sola canzone).

A mother sings a lullaby to a child
Sometime in the future the boy goes wild
And all his nerves are feeling some kind of energy

Il video che oggi vi presento è quello di Blackest Eyes, traccia d’apertura di In Absentia (che in latino significa ovviamente “In assenza” di qualcuno, ovviamente), disco del 2002 della band progressive rock. Tanto per dare qualche informazione, hanno fatto in tempo a sfornare altri due assoluti capolavori, tra il 2002 e il 2008. Per darvi un’idea anche solo vaga di quanto questo album sia stupendo, vi dico che una webzine lo ha inserito alla posizione 64 tra i 100 migliori album di sempre. Si vagheggia che il disco sia un concept album (vi ho già spiegato cosa sia un concept album nella recensione degli Ayreon) sulla follia dilagante in un uomo attraverso varie fasi della sua vita.

I got people underneath my bed
I got a place where all my dreams are dead
Swim with me into your blackest eyes

Sul video poco da dire, vediamo due serie di immagini che ci mostrano il gruppo in concerto ed altre che insistono su delle immagini,  alcune astratte ed altre no, ma tutte pervase da un senso di inquietudine: è un po’ lo stile del gruppo, che punta anche molto sul forte impatto visivo. Come si vede anche nel video, in sede live proiettano sempre immagini sul fondo del palco che si accompagnano con la musica, donando un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente. Notiamo anche, a circa metà del video, una delle immagini ricorrenti nelle loro copertine e immagini promozionali: fotografie di persone con la faccia non visibile a causa dell’immagine graffiata, come a voler cancellare il viso. L’immagine che si ripete più volte dopo circa 3 minuti dall’inizio del video è la copertina del disco.

Lo so, sono un po’ inquietanti, ma trovo che la musica sia di una bellezza superba. E forse anche di più. Se poi ascolto Trains (qui il video) mi commuovo e non ci posso fare niente…