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Oggi ho scelto un gruppo molto caro a me: i Subsonica, che sebbene li abbia un pò abbandonati in questi ultimi anni, preferendo altra musica, è sempre un piacere riascoltarli, dato che mi riportano ai miei primi anni universitari, quando le loro canzoni erano all’ordine del giorno, per quanto mi riguarda.

La canzone scelta è del 1999 e fa parte dell’album Microchip emozionale, il secondo del gruppo; un album pieno di carica e forse quello più amato dai fan. Colpo di pistola è bellissima, dai toni forti, emozionanti, con un ritmo all’insegna della rapidità, della velocità e della ripetizione, tipico, d’altronde, dei Subsonica. La voce che guida la canzone sembra quasi penetrante, come dei rintocchi fitti, ben scanditi e terribilmente coinvolgenti.

A mio avviso l’esordio si presenta candenzato e riflessivo, per poi esplodere, ad un certo punto della canzone, in un turbine di emozioni in crescendo, e il tono dimesso si fa quasi soffocato dalla rapidità che travolge l’intero testo, ormai sceso verso un labirintico susseguirsi di scene dai colori forti. Come non notare certe metafore che rendono al testo una bellezza assoluta, valorizzandolo non solo per l’aspetto prettamente musicale – che però sicuramente non manca, positivamente parlando, al gruppo in questione- ma anche a livello contenutistico; basti pensare, infatti, a frasi come: “la mutanda del serpente/nasconde il tuo vero nome”, in cui probabilmente si insinua un atteggiamento poco chiaro e di discutibile sincerità, ben rappresentato dalla figura del “serpente”; o “baciando la fiducia/con un rasoio a due lame”, forse inteso quest’ultimo come rischio.

Per non parlare anche di termini coloriti che ben evidenziano l’intento aggressivo – da non prendere alla lettera – della canzone, piena di risentimento verso un inganno ingiustamente subito; e qui mi vengono in mente parole come: “ho vomitato rancore”, “ti farò male più di un colpo di pistola”; per chiudere questo “canto” di ribellione con frasi, secondo me, di un poetico estremo – e superbamente affascinanti all’interno di un ritmo rapido: “avevi tutto quanto/anche il mio sogno migliore/hai preso ciò che serve/senza ritegno nè onore”. Insomma, un tocco di malinconia – a ribadire il tema della canzone – con un andamento frizzante ed energico per creare un capolavoro musicale.