Non potevo non scegliere come prima canzone da commentare un classico, quale Vita Spericolata di Vasco Rossi. Inutile sottolineare che il nome del cantante in questione non necessiti di presentazione, così come è noto quanto la sua splendida canzone sia conosciuta nel mondo della musica. Anzi, più che conosciuta, direi che è diventata una vera e propria icona, soprattutto per i fan di un cantante che ormai ne ha fatta parecchia di strada.
Vita spericolata nasce nel 1983 e il successo è immediato, sia per il testo “forte”, un pò fuori dalle righe, e soprattutto dalle norme, insomma un testo che penetra nel cuore dei giovani, nel loro spirito, nelle ambizioni e nel modo di rapportarsi alla vita; sia per l’eccellenza della musica in sé. La canzone rispecchia pienamente un modo di intendere l’esistenza, che tutti, almeno una volta nella vita, hanno pensato o detto, e che lui, il grande Vasco Rossi, ha cantato con maestria, facendo sì che diventasse un classico del suo fornitissimo repertorio; tutt’ora, d’altronde, essa è riproposta nei concerti con grande entusiasmo da parte del pubblico, il quale a distanza di anni ricorda perfettamente. Dunque, come non fare breccia nell’animo dei giovani quando si parla di “una vita piena di guai”, “che se ne frega di tutto”, e soprattutto di “una vita che non è mai tardi… che non si sa mai”… ossia di una vita “maleducata” o “spericolata”?
Vita spericolata ha creato inoltre un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del cantante rock attraverso il Roxy bar, famoso bar bolognese citato nella canzone, che è diventato un vero è proprio luogo di culto e di incontro, dove esprimere l’ammirazione per Vasco Rossi… insomma, è diventato il bar di Vasco Rossi (e concedetemi la ripetizione), quello stesso bar, dove lui si sarebbe ritrovato (come le star) a bere del whisky… oppure no.
Personalmente quando riascolto Vita spericolata ho le medesime sensazioni di quando l’ascoltavo anni fa: un senso di adrenalina, di una vita pensata fuori dalle norme, dalle abitudini, dagli schemi che la società ci impone, di voglia di fare chissà che cosa… l’importante è che resti un pensiero, un semplice momento per evadere dalla realtà (come quando si leggono i romanzi e ci si identifica in qualche personaggio della storia) – e da non confondere con vita autentica, quella di tutti i giorni, poiché alla fine è questa quella che va vissuta.
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