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Radiohead – Creep

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Quest’oggi ho intenzione di recensirvi “Creep” dei Radiohead. Per chi non lo sapesse la nuova canzone di Vasco Rossi, intitolata “Ad ogni costo”, altri non è che una cover di “Creep”. Una cover che non mi piace nemmeno un pò, ma vabbè, questo è un altro discorso.

“Creep” è il primo singolo in assoluto per i Radiohead ed è incluso nell’album di debutto “Pablo Honey”. La canzone fu scritta dal cantante Tom Yorke ai tempi dell’università e parla di un uomo ubriaco che ci prova ossessivamente con una donna, seguendola ovunque. Alla fine però l’ubriaco capisce che la donna di cui è ossessionato altri non è che se stesso.

“Creep” viene considerato dai più come il trampolino di lancio dei Radiohead verso il successo planetario. In realtà le cose non stanno proprio cosi, visto che in Gran Bretagna riscosse un successo molto limitato. Successo che però non tardò ad arrivare negli Stati Uniti. Già intorno alla metà del 93′ infatti, il videoclip di “Creep” si trovava costantemente in programmazione su MTV.

Curiosità Varie:

- Al suo debutto nel 1992 la BBC l’escluse dalla programmazione perchè “troppo deprimente”.

- Della canzone esistono diverse versioni, questo per via della frase “you’re so fucking special”, tradotta successivamente in “you’re so very special”.

- Nel celebre programma americano “Beavis & Butt-Head”, “Creep” compare svariate volte nell’anno del debutto.

- Nel 2005 la rivista musicale “Q” inserisce “Creep” alla posizione numero 15 della “100 Greatest Guitar Tracks Ever!”.

TESTO Radiohead – Creep

When you were here before,
couldn’t look you in the eye.
You’re just like an angel,
your skin makes me cry.
You float like a feather,
in a beautiful world
I wish I was special,
you’re so fucking special.

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.

I don’t care if it hurts,
I want to have control.
I want a perfect body,
I want a perfect soul.
I want you to notice,
when I’m not around.
You’re so fucking special,
I wish I was special.

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?.
I don’t belong here

She’s running out the door,
she’s running,
she run, run, run, run, run.

Whatever makes you happy,
whatever you want.
You’re so fucking special,
I wish I was special,

but I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here,
I don’t belong here.

TRADUZIONE TESTO Radiohead – Creep

Prima eri qui e non riuscivo
nemmeno a guardarti negli occhi
sei come un angelo,
la tua pelle mi fa piangere
ondeggi come una piuma
in un mondo bellissimo
ed io vorrei essere speciale
cazzo, tu si` che sei speciale

ma sono un verme, sono un balordo
che diavolo ci faccio qui?
questo posto non fa per me

non m’importa se fa male,
ma voglio avere il controllo
voglio un corpo perfetto,
voglio un’anima perfetta
voglio che tu te ne accorga
se non ci sono
cazzo, tu si` che sei speciale
anch’io vorrei essere speciale

ma sono un verme, sono un balordo
che diavolo ci faccio qui?
questo posto non fa per me

lei sta scappando ancora
sta scappando via, corre…

qualunque cosa ti renda felice
chiedimi qualunque cosa tu voglia
cazzo, tu si` che sei speciale
e anch’io vorrei essere speciale

ma sono un verme, sono un balordo
che diavolo ci faccio qui?
questo posto non fa per me
questo posto non fa per me

Muse – Uprising

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Inizio subito col dirvi che questa “Uprising” mi piace davvero molto! D’altronde i Muse non mi hanno mai deluso! E come potrebbero? ahah! Questo nuovo singolo fa parte dell’album “The Resistance”, uscito l’11 settembre del 2009 (non centra niente con l’altro 11 settembre… d’altronde una domanda cosi stupida poteva fargliela solo la Ventura) e registrato qui in Italia, precisamente tra Como e Milano.

Il nuovo album ha influenze “classicheggianti”, in molte canzoni infatti si possono notare melodie sinfoniche concepite ad hoc. Un’altra curiosità riguarda l’impiego dell’orchestra milanese Edodea Enseble, che ha partecipato assieme alla band alla registrazione del disco. Il tutto è stato infine mixato dal produttore Mark Stent (Madonna, Radiohead, Oasis ecc).

Per chi volesse assistere ad un loro concerto vi comunico che saranno in Italia il 21 novembre al Futurshow Station di Bologna e il 4 dicembre al Palasport Olimpico di Torino.

Tornando alla canzone in sè, devo dire che la tematica trattata è quantomai attuale, specie in questo periodo. Si parla del condizionamento delle menti da parte dei governi tramite i mass-media. Il ritornello è un inno a ribellarci a questa situazione. “Alzati e riprenditi indietro il potere, è giunto il momento che gatti obesi abbiano un infarto” mi sembra molto esplicativa come frase!

In conclusione non posso far altro che complimentarmi con i Muse, sia per l’ottima canzone prodotta, che per la magistrale presa per il culo a Simona Ventura a “Quelli che il calcio…”. In caso non l’abbiate ancora vista vi allego il video qui sotto. Come potrete notare, i Muse, per protestare all’obbligo di cantare in playback, si scambiano i ruoli sul palco e nessuno si accorge di niente, anzi. La Ventura comincia ad intervistare il batterista, convintissima che sia lui il cantante. E questa era una dei giudici di X-Factor? Povera Italia!

TESTO MUSE – UPRISING

The paranoia is in bloom, the PR
The transmissions will resume
They’ll try to push drugs
Keep us all dumbed down and hope that
We will never see the truth around
(So come on!)

Another promise, another scene, another
A package not to keep us trapped in greed
With all the green belts wrapped around our minds
And endless red tape to keep the truth confined
(So come on!)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Interchanging mind control
Come let the revolution take its toll if you could
Flick the switch and open your third eye, you’d see that
We should never be afraid to die
(So come on!)

Rise up and take the power back, it’s time that
The fat cats had a heart attack, you know that
Their time is coming to an end
We have to unify and watch our flag ascend

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

Chorus
They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious

Hey .. hey … hey .. hey!
(repeat)

TRADUZIONE TESTO MUSE – UPRISING

La paranoia è in fiore, il PR
la trasmissione riprenderà
cercheranno un modo per farla riprendere
nel frattempo ci tengono
all’ignoto di tutto e sperano che
non vedremo mai la verità
(Quindi diamoci una mossa!)

Un’altra promessa, un altro scenario, un altro
un modo per non farci tenere intrappolati con avidità
con tutte quelle cinture verdi strette attorno alle nostre menti
e un infinito nastro rosso che tenga la verità confinata
(Quindi diamoci una mossa!)

Non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
saremo noi a vincere

Scambio del controllo sulle menti
lascia che la rivoluzione mieta le sue vittime, se puoi
accendi l’interruttore (la mente?) ed apri il tuo terzo occhio, vedrai che
non dovremmo mai avere paura di morire
(Quindi diamoci una mossa!)

Alzati e riprenditi indietro il potere, è giunto il momento che gatti obesi abbiano un infarto,

tu sai che
la loro ora sta arrivando
dobbiamo unirci e guarderemo la nostra bandiera alzarsi

Non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
saremo noi a vincere

Hey .. hey … hey .. hey!

Non ci costringeranno
finiranno di degradarci
non avranno più controllo su di noi
saremo noi a vincere

Hey .. hey … hey .. hey!

Placebo – For What It’s Worth

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Visto che si sta avvicinando a grandi passi l’Italia Wave Love Festival, dove venerdi 17 luglio saliranno sul palco come gruppo di punta della manifestazione i Placebo, perchè non postarvi proprio l’ultimo singolo?

La canzone si chiama “For What It’s Worth” ed è il primo singolo estratto dall’album “Battle for Sun”, uscito il 5 giugno. Il testo della canzone parla della vita in generale, una vita che alla fine “quanto vale?”, visto che posso/possono rovinarla in pochi secondi e perdere tutto ciò che ho messo faticosamente da parte, come una famiglia, dei soldi, le amicizie oppure la salute. “For What It’s Worth” infine sembra giungere alla conclusione che alla fin fine a nessuno interessa poi cosi tanto di noi.

Il brano è volutamente provocatorio e va contro tutte quelle persone “morte” che popolano questo mondo ormai sempre più malato, privo di valori che vadano al di fuori delle cose materiali e quindi servo del denaro e di tutto ciò che gli gira attorno. Ottima canzone Placebo!

Amy MacDonald – This is My Life

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La prima volta che ascoltai Amy MacDonald fù un paio di mesi fà, quando sistemavo la classifica musicale del mio altro sito internet. Per chi ancora non lo conoscesse, ecco il link: classifica cd. All’inizio devo ammettere che “This is my life” non mi lasciò alcunchè, successivamente ebbi modo di risentirla e dovetti ricredermi. La musica commerciale che passa per radio e televisione ormai ci ha abituati al peggio, per fortuna che ogni tanto escono fuori queste “Amy” (il riferimento alla Winehouse era d’obbligo :P ).

Il genere musicale di Amy MacDonald possiamo definirlo a metà strada tra un alternative rock e l’indie. E’ interessante notare che nonostante il genere non sia un “mainstream”, “This is my life” si è classificata al primo posto delle classifiche di tante nazioni europee come la Gran Bretagna, la Danimarca, L’Olanda ecc. In Italia è arrivata al secondo posto, restandoci anche per parecchie settimane.

Il videoclip realizzato è abbastanza semplice, pochi fronzoli ma ben strutturato. Riesce nel pieno intento di raffigurare la canzone. Rinnovo i complimenti ad Amy MacDonal ed alla sua “This is my life”!

Afterhours – Riprendere Berlino

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Oggi ho scelto un gruppo che a me personalmente piace moltissimo, gli Afterhours. La canzone del video è Riprendere Berlino, singolo tratto dall’album “I milanesi ammazzano il sabato” del 2008.
La canzone è stupenda, sia dal punto di vista musicale per il ritmo coinvolgente e la maestria nello giostrare gli strumenti musicali suonati dal gruppo, che per il testo orecchiabile – direi quasi delicato – con parole che oscillano tra il romantico (… non sarebbe bello non farsi più del male…) e il poetico (… luce del mattino…/… anche il paradiso può essere un inferno), senza mai toccare punte di lirismo, ma restando sempre su un tono rock, tipico del gruppo in questione.

La voce è straordinaria: sommessa in certi punti, in crescendo in altri, ma sempre accattivante e deliziosa, al punto da rendere altamente affascinante la canzone, il cui significato non è poi così esplicitamente dichiarato; spesso, infatti, occorre analizzare minuziosamente le singole frasi per poter scorgere il significato nascosto da esse; anche se si intuisce il riferimento ad una persona a cui si tiene e a cui, probabilmente, si vorrebbe lanciare un messaggio, atto a migliorare una situazione particolare.

Bellissimo il video, che ben rappresenta il senso recondito della canzone: la scena del gruppo che si esibisce si alterna a scene che evocano la partenza, come il treno che corre visto dall’esterno, e anche dall’interno; quindi gente che viaggia, che si incontra… un’atmosfera che sembra evocare in pieno la Berlino tanto citata nel singolo. Ma soprattutto colpisce questo fluire continuo di persone che camminano e si incontrano in vari luoghi, atti in ogni caso ad indicare il senso di moto, tipico del viaggiatore.